Nel diario della settimana di Alain Elkann per la rivista italiana “A” del 27/01/11 l’argomento principale è il Brasile. Elkann racconta il suo viaggio di due settimane nel Brasile che, secondo lui, “è ufficialmente una delle grandi potenze del mondo, ricchissima di materie prime, acqua, piante. E alla vigilia dei Campionati di calcio del 2014 e delle Olimpiadi del 2016 è un Paese giovane e ottimista che sa di essere uscito da un ruolo subalterno.”

Rio de Janeiro, settembre/2004

Lui è andato a Recife e a Rio e ha trovato “persone gentili, sorridenti, tranquille” che “non hanno premura e non mostrano salti di umore o scatti di nervi“. Il Brasile è un paese continentale, con ritmi diversi che cambiano da città a città. Mi ricordo quando sono arrivata in Italia e ho detto ai miei nuovi amici che cercavo un po’ di pace in Toscana perché ero stanca di vivere sempre di fretta, di corsa e con scadenze strettissime. I nuovi amici si sono stupiti perché credevano che in Brasile tutti fossero tranquilli. Magari!

Io vengo da São Paulo, una delle città più frenetiche del mondo, siamo tutti un po’ stressati dalla nascita. Comunque, capisco cosa ha detto Elkann perché basta andare in una città vicino al mare e tutto diventa più colorato, più leggero.

Il turismo e il Brasile fra 10 anni

Nelle vicinanze di Rio, nell’arcipelago di Angra, ha visto “luoghi incantevoli, isole con una vegetazione tropicale stupenda e pochissime costruzioni, per lo più nascoste dietro la foresta che scende fino al mare.

Mentre presentava questi posti meravigliosi, ha dimostrato di essere preoccupato per la preservazione e il futuro di queste zone: “speriamo che tra dieci anni quelle spiagge possano essere ancora vergini e poco frequentate.” – ha scritto.

Qui entra in gioco una grande sfida, non solo per il Brasile, ma per tutto il mondo: come conciliare il turismo con la preservazione dell’ambiente. Diciamo la verità: a volte il turista può diventare anche um nemico quando è irresponsabile, per esempio: nel 2005 qui a Firenze un turista ubriaco ha rotto la mano della bellissima statua del Nettuno in Piazza Signoria. Ci sono i turisti che preservano e quelli che buttano la spazzatura o la sigaretta a mare (è solo una sigaretta, dicono!)…

Ovviamente c’è anche il ruolo del governo e di tutti gli abitanti che devono evitare di inquinare e costruire le strutture alberghiere senza dimenticare che l’ambiente è il più grande tesoro del paese.

Rio de Janeiro

Ipanema, maggio 2007

Lui finisce l’articolo raccontando le sue impressioni su Ipanema (“luogo residenziale dove vivono stranieri e persone agiate, con dei grandissimi shopping center in stile americano o giapponese pieni di boutique e ristoranti”), Copacabana (“tutti sono in costume da bagno o in short a torso nudo o con una T-shirt”). Poi è andato via: “non abbiamo vissuto la notte di Rio, siamo partiti prima, ma ho capito che la vera vita, un po’ come a Los Angeles, si svolge sulla spiaggia, che è in qualche modo il luogo centrale della vita brasiliana.”.

E tu, caro lettore, sei mai stato in Brasile? Raccontaci il tuo viaggio!