Per il ciclo Bric News. Arte contemporanea da Brasile, Russia, India e Cina, a cura di Lorenzo Giusti, il Centro per l’arte contemporanea EX3 di Firenze presenta, dal 10 novembre 2011 al 6 gennaio 2012, due nuovi eventi: una mostra personale dei fotografi cinesi Birdhead, dal titolo New Village, e la proiezione del video Vot, dell’artista russo Victor Alimpiev.

BRIC è un acronimo utilizzato in economia per riferirsi congiuntamente a quattro paesi – Brasile, Russia, India e Cina – il cui il PIL pro-capite, negli ultimi dieci anni, è cresciuto esponenzialmente. Il termine è apparso per la prima volta nel 2001 in una relazione della banca d’investimento Goldman Sachs, la quale spiegava come i quattro paesi si troveranno presto a dominare l’economia mondiale.

A dieci anni di distanza dal conio del termine e dalla relativa messa a fuoco di questa nuova realtà economica, il Centro per l’arte contemporanea EX3 di Firenze dedica ai paesi dell’area BRIC una serie di eventi (mostre e proiezioni) volti a illustrare, attraverso il lavoro di alcuni artisti nati nel corso degli anni Settanta e già conosciuti internazionalmente, le tensioni emotive a cui le giovani generazioni brasiliane, russe, indiane e cinesi sono sottoposte in virtù del radicale cambio di ruolo e di prospettiva dei rispettivi paesi.

I paesi BRIC condividono una grande popolazione, un immenso territorio e abbondanti risorse naturali. Ma al di là di queste specifiche caratteristiche, profonde differenze storiche, culturali, religiose e sociali li separano. Tra punti di contatto ed elementi distintivi, le opere degli artisti coinvolti nel progetto “Bric News” riflettono sull’incidenza dello sviluppo economico, urbano e tecnologico nella costruzione di nuove identità, sia singole che collettive, oltre che sui radicali cambiamenti nella percezione delle diverse singolarità indotti dalla globalizzazione.

Birdhead. New Village

Song Tao e Ji Weiyu, in arte Birdhead, lavorano insieme dal 2004. Fotografi di formazione e professione, i due artisti documentano le radicali trasformazioni a cui la metropoli di Shanghai è andata incontro negli ultimi anni. Mutazioni urbane che hanno provocato radicali cambiamenti nelle abitudini e negli stili di vita dei suoi abitanti; tra mondanità, vecchi costumi e nuovi miti. “Shanghai è molto importante nel nostro lavoro”, ha dichiarato Song Tao. “Quello che fotografiamo è il nostro pensiero sulla città, ciò che crediamo di avere capito del suo impressionante sviluppo. Le fotografie costituiscono per certi aspetti un mondo, il nostro mondo. Birdhead è il centro di questo mondo, che le persone – il pubblico – possono però vedere in maniera diversa dalla nostra, a seconda della loro cultura, della loro nazionalità, delle diverse identità di ognuno”.

Realizzato nel 2006, il progetto Xin Cun si compone di una serie di scatti fotografici effettuati nel quartiere di Shanghai che oggi ospita i padiglioni dell’Expo Universale del 2010, nel quale entrambi gli artisti sono cresciuti. Le fotografie sono state realizzate poco prima dell’inizio dei lavori che hanno modificato radicalmente il volto dell’area, conosciuta anche come New Village, un tempo disseminata di edifici residenziali a sei piani densamente popolati.

Quello di Birdhead è uno sguardo al contempo istintivo e riflessivo, intimo e distaccato, interiore e oggettivo. È l’accumulo degli scatti a dare forza e carattere al progetto, nel quale sono descritti, con uno stile spontaneo e originale, facilmente riconoscibile, la scomparsa di un luogo, il disperdersi di una comunità e il rigenerarsi della vita. “Per noi la macchina è come un giocattolo”, hanno dichiarato ancora i due artisti, “che utilizziamo per raccontare le nostre storie e i nostri sentimenti”.

Arricchiscono il progetto otto brevi video, in bassa risoluzione, presentati in questa occasione per la prima volta, che costituiscono una sorta di diario privato di Birdhead, spontaneo e ironico, fornendo alcune significative chiavi di lettura per la comprensione dell’approccio dei due fotografi all’attività artistica, al lavoro in coppia e, più in generale, alla vita nella più grande metropoli del mondo.

Victor Alimpiev. Vot

Il video Vot, uno degli ultimi lavori dell’artista russo Victor Alimpiev, girato nel 2010. La proiezione sarà la prima di una serie (Bric News on Video) ospitata dal Centro EX3 fino all’estate del 2012. La rassegna prevede la proiezione, a cadenza mensile, di opere in video – realizzate da artisti brasiliani, cinesi, indiani e russi – nelle quali il tema della dell’identità – costruita o percepita – è messo in relazione con i cambiamenti politici, sociali e culturali dei diversi paesi.

I video di Victor Alimpiev traggono spunto da esperienze operate in diversi campi della creazione artistica, in particolare la pittura, il teatro, la danza e la musica. Protagonista assoluta di questi lavori è la figura umana, presentata quasi sempre in gruppo, attraverso la ripetizione lenta di alcuni gesti, a creare una tensione crescente destinata a esaurirsi in una vuota monotonia. Le atmosfere romantiche, indotte da una ricerca tonale tendente al rosa, concorrono alla creazione di una suggestione lirica che l’artista utilizza per raccontare le contraddizioni e i sentimenti del popolo russo, costretto a rimettere in discussione o a trasferire su un piano intimo e personale i valori e i simboli della propria storia. In Weak Rot Front (2010), ad esempio, il pugno chiuso da simbolo rivoluzionario si fa strumento di scoperta dell’altro, elemento unificante di una catena in continua trasformazione. Nel video To Trample Down in an Arable Land (2009) le bandiere rosa pallido presenti sulla scena, svuotate del loro significato originale e della loro forza, evocano ideologie trascorse.

Nel video Vot (2010), presentato in Italia per la prima volta, un gruppo di cinque attori esegue un vocalizzo fatto di parole cancellate che si sovrappongono in maniera dissonante, rendendo il discorso incomprensibile. La lingua utilizzata è il francese. Soltanto nel momento in cui la parola russa “vot” (“ecco”, ma anche “quindi”, “dunque”) viene pronunciata i diversi suoni, i diversi discorsi, sembrano trovare un accordo, una sincronia, una logica compositiva. Il lavoro è stato girato a Tolosa con attori francesi, che non conoscevano il significato della parola “vot” nel momento della performance. Il contrasto luce-ombra, ricorrente del lavoro di Alimpiev, rende teatrale l’intero contesto, evidenziandone l’artificiosità. I corpi degli attori agiscono individualmente, come su un palcoscenico, mentre i gesti generano una tensione crescente, destinata a risolversi nel momento della pronuncia del “vot”. Con questo lavoro Alimpiev sembra esprimere la complessità delle dinamiche di dialogo tra individui, la difficoltà nel trovare momenti di convergenza tra discorsi separati, nel definire concetti condivisi. Ciò a cui l’artista mira, in termini di prospettiva, è la costruzione di una comunità “perfetta” attraverso l’esercizio di un pensiero partecipato su ciò che “noi siamo”. Un esercizio proprio delle comunità teatrali con cui Alimpiev ha avuto modo di lavorare (è del 2005 la regia, con Marian Zunin, dello spettacolo “We’re talking about music”, realizzato per il Teatro Metastasio di Prato). In un momento di radicali trasformazioni del suo paese, Alimpiev sembra volere riportare il discorso sulla possibilità di un elemento comune, unitario e armonico, in relazione ai destini di un popolo in cerca di nuove identità.

Birdhead (Ji Weiyu, Shanghai 1980; Song Tao, Shanghai 1979) hanno esposto in Cina, Giappone, Europa e Stati Uniti. Nel 2011 sono stati invitati da Bice Curiger alla 54esima Biennale di Venezia (ILLUMInations). Mostre personali si sono tenute a Tokio (National Art Center, Giappone 2010) e Shanghai (ShanghART Gallery, Cina 2008, 2005; BizArt Centre, Cina 2007). Hanno partecipato a mostre collettive in gallerie e spazi pubblici, tra cui Thomas Erben Gallery (New York, USA 2010), Pinacoteca Agnelli (Torino, Italia 2010), Museum of Contemporary Photography, Columbia College (Chicago, USA 2009), Max Lang Gallery (New York, USA 2009), Kunstverein Heidelberg (Germania, 2009), Hong Kong Art Centre (Hong Kong, Cina 2008), Astrup Fearnley Museum of Modern Art, (Oslo, Norvegia 2007).

Victor Alimpiev (Mosca 1973) ha presentato i suoi lavori in alcuni tra i più importanti musei internazionali. Mostre personali si sono tenute a Londra (Regina Gallery, 2011), a Monchengladbach in Germania (Kunstverein, 2010), a Birmingham (Ikon Gallery, 2009), a Verona (Galleria Studio La Città, 2009), a Gent (S.M.A.K. Stedelijk Museum for Actuele Kunst, 2008), a Mosca (Regina Gallery, 2005). Ha partecipato a numerose mostre collettive in Europa e negli stati Uniti, tra le quali, di recente, Ostalgia (New Museum of Contemporary Art, New York City, USA 2011), Expanded Cinema (Moscow Museum of Modern Art – MMOMA, Mosca, Russia 2011, Etats de l’Artifice (Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. Parigi 2010), Modernikon, Contemporary Art from Russia (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Italia 2010), Swedbank Art Award 2009 exhibition (Contemporary Art Center Vilnius (CAC), Vilnius, Lituania 2009), Worlds on video (Centro di Cultura Contemporanea Strozzina Firenze, Italia 2008). International and National Projects (P.S.1 Contemporary Art Center. New York, USA 2007). Opere di Alimpiev sono state acquisite dalla Tate Modern di Londra e dal Centre Pompidou di Parigi.

Inaugurazione giovedì 10 novembre ore 18.00

EX3
Centro per l’Arte Contemporanea
Viale Giannotti 81/83/85
50126 Firenze

Orario di apertura:
dal mercoledì alla domenica, dalle 11.00 alle 19.00 – venerdì fino alle 22
Chiuso il lunedì e il martedì